Razionale

Il carcinoma del colon retto rappresenta circa il 30% dell’incidenza del cancro colo-rettale ed insieme al colon costituisce la seconda causa di morte nei paesi occidentali. Esso è in assoluto il tumore a maggiore insorgenza nella popolazione italiana. Tra gli uomini si trova al terzo posto, preceduto da prostata e polmone, e tra le donne al secondo posto, preceduto dalla mammella. In Italia, nel 2017, sono state registrate 53.000 nuove diagnosi (nel 2013 le nuove diagnosi erano state 58.680) con una prevalenza di 464.000 (rispetto ai 393.000 del 2013). La sopravvivenza mediana a 5 anni è pari al 66%, a 10 anni del 64%.

Il miglioramento della prognosi dei pazienti affetti da TUMORE METASTATICO DEL COLON RETTO (mCRC) registrato negli ultimi de­cenni è frutto non solo dell’avvento di nuovi farmaci, ma anche dell’integrazione dei trat­tamenti sistemici con quelli locoregionali e della crescente disponibilità di combinazioni capaci di rendere tale sinergia vincente. Se, quindi, l’aspettativa di vita dei pazienti affetti da mCRC è aumentata grazie all’incremento delle opzioni disponibili, è vero d’altra parte che la scelta del trattamento di prima linea è cruciale, dovendo mettere sotto controllo o convertire una malattia evidentemente in evoluzione fino a quel momento.

L’evoluzione della ricerca clinica ed i nuovi dati che vengono presentati in occasione dei più importanti congressi richiedono un aggiornamento periodico per le continue innovazioni sul piano diagnostico e terapeutico per consentire la scelta terapeutica più opportuna nelle varie fasi di malattia, in base alle caratteristiche cliniche del paziente e delle caratteristiche biologiche della malattia. In più, la necessità di migliorare la qualità di vita dei pazienti ha reso necessario individuare nuove strategie terapeutiche, come lo stop and go, il mantenimento ed il re-challenge.

Infine, l’aumento dell’età mediana della popolazione italiana e dell’aspettativa di vita, ha innalzato anche l’età mediana dei pazienti affetti da tumore del colon retto, che necessitano di una terapia sempre più personalizzata.

Alla luce di quanto sopra, è stato costituito un Gruppo di Miglioramento, che si configura come un gruppo di pari i cui membri operano congiuntamente per arrivare a definire i criteri per l’identificazione del paziente non-rispondente o rispondente subottimale, per l’individuazione del momento opportuno per effettuare la sostituzione del farmaco di prima linea e per la scelta del farmaco di seconda linea da utilizzare. Ogni membro del Board, attraverso gli incontri tematici ed un lavoro individuale di ricerca e di reporting darà il proprio contributo al lavoro che verrà prodotto.

L’obiettivo del gruppo di lavoro è quello raccogliere le più importanti evidenze scientifiche su alcuni dei temi (paziente anziano, biomarcatori, importanza della citoriduzione nel paziente con lateralità destra o mutazione di BRAF etc.) in modo da costruire un albero decisionale che, tenendo conto delle variabili contingenti (PS, età, comorbidità, lateralità del tumore, status mutazionale di BRAF) possa essere finalizzato a supportare il lavoro dei clinici.

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